TRE GIORNI A VENEZIA

VIAGGI

Venezia Castello

Tre giorni per visitare Venezia possono sembrare pochi, soprattutto se in programma c’è anche una tappa alla Biennale D’arte. 

Partenza all’alba di un venerdì di luglio e ritorno nella tarda serata di domenica. Tutto organizzato e offerto come regalo per i miei 31 anni, sono partita senza dover organizzare o studiare o cercare nulla. Freccia Argento, appartamento in affitto con Airbnb, biglietto per la biennale, me la sono semplicemente goduta.

Avendo io l’ossessione di dover vedere TUTTO, posso dire che tre giorni a Venezia sono pochi, a meno che non decidi di trottare come una pazza su e giù per la città così da trascurare il meno possibile. Certo, Venezia è una bellissima città sul mare e il caldo afoso di luglio non ci ha aiutate, ma neanche spaventate.

Il nostro appartamento era a due minuti a piedi dall’ingresso della Biennale Giardini e a dieci minuti da piazza San Marco. Era ora di pranzo quando siamo arrivate (affamate) alla stazione, così ci siamo fatte consigliare dal nostro host per mangiare senza allontanarci troppo. Ci siamo dirette in questa trattoria a gestione familiare e siamo state accolte e nutrite nonostante l’ora già tarda.

Con la vista su un piccolo canale, la Trattoria alla rampa del Piave è un posto molto semplice, il personale è allegro e gentile, sorridono tutti, corrono da una parte all’altra e trovano soluzioni anche quando chiediamo alternative gluten free, cosa che non capita spesso.  Tra i piatti del giorno scegliamo gli spaghetti al nero di seppia, prendiamo un vino della casa senza pretese e concludiamo con un buon caffè. Consigliatissimo per un pranzo genuino, di casa, ad un costo onesto e in un ambiente molto piacevole!

nero di seppiaPadiglione giapponese, Biennale Venezia

 

Finito il pranzo abbiamo iniziato a spostarci da una parte all’altra della città, scoprendo piccoli scorci sui canali e camminando senza una vera direzione. E così per tre giorni in cui le uniche soste erano per uno Spritz di passaggio o per una cena di pesce.

Il sabato è stato tutto dedicato alla Biennale, quasi 10 ore passate tra le meraviglie dei padiglioni di Giardini.

A mio avviso, installazioni di altissimo livello e tra le migliori la Germania, l’Ungheria, l’Uruguay, Israele, il Canada e senza alcun dubbio l’intensa installazione del Giappone. Ma credo si tratti di un’esperienza personale e difficile da descrivere, andrebbe davvero vissuta.

Un fittissimo groviglio rosso costellato di chiavi, chiavi provenienti da tutto il mondo, lucide e nuove, arrugginite, antiche. Una luce rosa riflessa ovunque. E ogni angolo dell’ambiente che offre una scena diversa nonostante l’uniformità dell’opera. Andrebbe visto per ultimo, altrimenti si rischia di passarci il grosso del tempo utile e anche di alzare tantissimo le aspettative per tutto il resto.

La domenica, ultimo giorno, mi sentivo proprio in dovere di tornare al Guggenheim. C’ero già stata moltissimi anni prima e volevo assolutamente tornarci. Inoltre quella parte di Venezia merita almeno una passeggiata ed eravamo state indirizzate verso un piccolo locale in quella zona per fare un aperitivo.

Spritz e cicchetti veneziani

 

Così dopo aver girato tra i bellissimi pezzi della collezione Peggy Guggenheim e prima di riprendere il treno del ritorno, ci siamo fermate all’Osteria al Squero, poco distante dal museo.

Al Squero sembra essere l’unica osteria di Venezia situata davanti allo storico Squero di San Trovaso, dove hai la possibilità di fare un ottimo aperitivo veneziano fronte lo scenario della costruzione o del restauro delle gondole. Abbiamo preso due Spritz (ad un prezzo bassissimo rispetto agli standard romani) e i tipici cicchetti veneziani; anche qui un personale accogliente e cordiale ha saputo offrire prontamente l’alternativa gluten free.

Per concludere vorrei anche segnalare l’Osteria La Bottega ai Promessi Sposi dove abbiamo cenato (prenotando) la sera di sabato, cena di pesce in locale tipicamente veneziano, piccolissimo, curato e accogliente, dove si può andare per cenare ma anche per un aperitivo, un piccolo ristorante non turistico ma con cucina tipica, pesce fresco e frequentato da veneziani.

 


 

 

 

 

 

ARCHICHEF NIGHT

 

RECENSIONI 

CINQUE STUDI DI ARCHITETTURA CHEF PER UNA SERA

Lo scorso mese sono stata invitata da un amico ad un evento al MAXXIARCHICHEF NIGHT – ROMA, organizzato dall’agenzia TOWANT. Una cena ricca ed elegante progettata da cinque studi di architettura, chef per una sera. Ciascuno studio si è dedicato alla preparazione di un piatto del menu della serata. Cinque ottime portate studiate in chiave architettonica, disegnate, progettate e costruite per i pochi fortunati che vi hanno partecipato.
Gli studi/chef che hanno realizzato l’ottimo menu erano Ama Group, Giammetta Architects, Gruppo Spa, Noses Architects e Scape.

Il mio amico Mohamed, dello studio NOSES, insieme al suo socio, ci ha preparato una sorta di lasagnetta rivista, utilizzando la pasta fillo al posto della classica sfoglia, un ripieno siriano di tabach roho e una salsa allo yogurt.

archichef_noses

GEOMETRIA E MATERIA

Il gusto era quello di un piatto orientale, il ripieno infatti, a base di carne, melanzane, zucchine e patate, era leggermente speziato e profumato al limone. Le consistenze insolite, vedendo una lasagna in effetti ci si aspetta qualcosa di classico e conosciuto, ma la pasta fillo e la julienne di patate finissime fritte e poste in cima, rendevano il tutto croccante e leggerissimo. E infine la salsa allo yogurt e menta completava il piatto, rinfrescando il gusto forte delle spezie e della carne.

Per chi fosse interessato a fare una bellissima figura a tavola, NOSES ARCHITETS ha messo a disposizione la ricetta completa!

 


 

RUGGINE, BOLOGNA

 

RECENSIONI

ruggine, bolognaA fine marzo sono stata a Bologna qualche giorno, sono andata lì per la fiera del libro illustrato e grazie alle amiche emiliane mi sono spostata tra Faenza e Bologna godendo della loro ospitalità.

Il progetto di “Take a look” era ancora tra le cose da fare e ne stavamo parlando a cena, nel meraviglioso centro di Bologna, a casa di una di loro.  Così Francesca pensa di suggerirmi RUGGINE, per una delle mie recensioni. Mi dice che sicuramente è un locale “di quelli che piacciono a te, e in più si mangia benissimo, e loro sono dei ragazzi fantastici e sicuramente merita una visita”.

E così è stato. Il giorno dopo, ora aperitivo, entriamo da RUGGINE. 

Era già tutto prenotato e non c’erano tavoli disponibili, ma il ragazzo che ci accoglie alla porta trova una soluzione rapida e ci sistema subito. Tra l’altro ci  accompagna al tavolo con un cestino pieno di pop corn e un bicchiere di carote e sedano, come benvenuto. 

Mi guardo intorno e il posto è bellissimo, c’è una vetrata luminosissima, i tavoli e le sedie tutti diversi, c’è quel sapore ruvido che hanno i posti vissuti con le pareti in cemento un po’ rovinato. Francesca aveva ragione. 

Poi ci portano il menù. Originali, loro il menu lo mettono a terra, vicino al tavolo, su di un piedistallo in ferro che spostano tra i vari clienti all’occorrenza. Ordiniamo dei panini, caserecci e baguette, la scelta è ampia ed è difficile non prenderli tutti. Particolarissimi gli abbinamenti e curiosa la selezione degli ingredienti. Io ho preso una baguette con speck d’oca, bacon e salsa guacamole. BUONISSIMO. Accompagnato da un ottimo moscow mule.

Abbiamo provato anche il pane al papavero e l’hot dog bavarese. Tutto Ottimo.

ruggine, panino e moscow mule


 

 

 

A CENA DA BIRSTRÒ

RECENSIONI

bistrò roma - birrificio e ristorante

 

Sono capitata a cena da Birstrò poco tempo fa, lo avevo notato passandoci davanti ogni giorno tornando a casa dal lavoro e ci ho messo un sacco di tempo prima di fermarmi e provare.

Troppo, devo dire.

Birstrò è un BREWPUB, è un posto dove viene prodotta – a vista – e servita la birra artigianale, ma non è solo questo, è un ristorante dove si può godere di una cucina estremamente ricercata, con un menù adatto a esigenze di diverso tipo e con un’atmosfera accogliente, in cui il personale è preparato e, aggiungerei adorabile.

La mia cena da Birstrò è stata un’esperienza che si può spiegare solo parlando di food porn, ne sono uscita estasiata e per giorni non ho fatto che parlare a tutti del meraviglioso panino scelto, con le salse home made e l’accompagnamento dell’ottima birra.

Ma adesso vorrei “parlare” del panino in maniera più dettagliata, vorrei condividere il gusto, la sovrapposizione di consistenze e il suo aspetto irresistibile. Non so se fosse parte di un menù del giorno, non so se sia ancora disponibile, ma è una cosa che va provata. 

Take a look!

pork smoke burger -  birstrò roma


 

 

CIPOLLE ALLA CREMA DI MELANZANE

RICETTAcipolle alla crema di melanzane - piatto

Ammetto di avere un debole per i piatti presentati in un certo modo, pur non essendo una professionista, amo comunque presentare in tavola piatti con colori abbinati e curati in ogni aspetto. Motivo per cui cerco e modifico le ricette che mi interessano, per arrivare al risultato che avevo in mente. Devo dire che il più delle volte funziona e mi ritrovo con dei piccoli gioielli nel piatto.

E’ il caso di questa ricetta, un po’ laboriosa, ma dal risultato sicuro.

Vediamo intanto gli ingredienti necessari per preparare le cipolle alla crema di melanzane.

cipolle alla crema di melanzane - ingredienti                                    cipolla_preparazione1

Iniziamo tagliando dalla nostra melanzana solo quattro fette, queste andranno bagnate leggermente con uno spruzzo di aceto bianco e grigliate per 2 minuti. Andranno poi conservate da parte per la preparazione del piatto alla fine.

Subito dopo occorre spellare la melanzana rimasta e cuocerla in forno per 20 minuti a 200° coperta con un foglio di alluminio. Una volta intiepidita, strizzarla leggermente e frullarla insieme allo spicchio d’aglio, lo yogurt, il sale e il pepe.

cipolle alla crema di melanzane - preparazione2

A questo punto è necessario privare le cipolle della calotta superiore, sbucciarle e cuocerle a vapore per 15 minuti. Fatto questo, occorre svuotare un po’ le cipolle per ricavarne la polpa che andrà poi tritata e cotta in padella con 2 cucchiai d’olio e i semi di sesamo. Salare e pepare. A questo punto è arrivato il momento di riempire le cipolle precedentemente svuotate, con la crema di melanzane e con la polpa di cipolla al sesamo, che andrà aggiunta a coprire la crema di melanzane.

cipolla_preparazione3

Una volta farcite, andremo ad adagiare le cipolle in una teglia, su carta da forno leggermente oliata e a coprirle con un foglio di alluminio. Dovranno cuocere per 10 minuti a 220°. Trascorsi i 10 minuti bisogna togliere l’alluminio e aggiungere anche le calotte e proseguire la cottura per altri 10 minuti. Nel frattempo sminuzzare finemente lo speck e tostarlo in padella qualche minuto, fino a farlo diventare una granella croccante, per poi aggiungerlo solo alla fine della cottura delle cipolle un attimo prima di coprirle con la calotta.

Servire le cipolle adagiate sopra la fetta di melanzana grigliata all’inizio.

 


 

 

 

 

 

MILLEFOGLIE DI BACCALÁ E PANE CARASAU

 RICETTA

millefoglie di baccalà e pane carasau - piatto

La millefoglie di pane carasau può essere un’ottima alternativa alla classica lasagna, più leggera ed esteticamente molto bella da presentare. Si può realizzare in diverse varianti e oggi vedremo come realizzarla con una crema di patate e baccalà.

millefoglie di  baccalà e pane carasau - ingredienti

La preparazione è lunga solo per quel che riguarda la crema di patate e baccalà, perché in effetti la composizione del piatto è rapida e semplice.

millefoglie di baccalà e pane carasau - preparazione

Lessare le patate.

In una pentola a parte lessare il baccalá per pochi minuti, scolarlo, togliere la pelle, le spine e sfilacciarlo. Dopo aver fatto questa operazione, in una padella con due cucchiai d’olio e l’aglio in camicia, aggiungere il baccalà e il latte, salare, pepare e cuocere fino a far ritirare il latte.

Poi aggiungere le patate già pelate e schiacciate e lasciare amalgamare per bene il tutto.

Infine, bagnare per pochi istanti il pane carasau nel brodo vegetale caldo al punto da renderlo morbido e modellabile.

Comporre il piatto alternando gli strati di pane carasau e la crema di baccalá; il pane bagnato sarà estremamente modellabile prenderà la forma che gli darete voi. 

Infornare pochi minuti, finché il pane non sará tornato croccante e, una volta sfornato, colorare il piatto spolverando con pepe arlecchino.

 


 

 

 

COCOTTE DI UOVA E ASPARAGI

 RICETTA

cocotte di uova e asparagi

L’uovo in cocotte è un piatto tipico della cucina francese, si presenta in piccoli recipienti di ceramica larghi al massimo 6 o 7 centimetri e prevede una preparazione molto semplice e una cottura estremamente rapida. 

ingredienti cocotte di uova e asparagi
preparazione cocotte di uova e asparagi
Preparare la cocotte di uova e asparagi è semplicissimo: tagliare gli asparagi a cubetti e farli saltare cinque minuti in padella con una noce di burro. A parte, imburrare la cocotte e disporre due cucchiai di panna sul fondo, aggiungere gli asparagi precedentemente saltati in padella e infine l’uovo avendo cura di non rompere il rosso.

Ripetere l’operazione per ogni cocotte e disporle poi in una teglia riempita di acqua per metà. Cuocere in forno preriscaldato a 160° per 8 minuti. Aggiungere sale e pepe.

Guarnire infine  con due punte di asparago e dei bastoncini di pane tostato.


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